
Sabato mattina, ore 8:47. Il telefono vibra con la notifica push di un mio script bash che gira da sei mesi su un mini PC sempre acceso in laboratorio. Il messaggio è di tre parole: 5090 disponibile listino. Apro il MacBook, sono già loggato sul sito Nvidia con la mail aziendale di Romiltec, la carta di credito è in tab. Click, conferma, pagamento. Tre minuti dopo ho una conferma d’ordine via mail: una RTX 5090 a 2000 euro IVA inclusa, spedita direttamente dal magazzino europeo di Nvidia. Una volta nella vita.
Questo post è una storia personale e una micro-lezione operativa. Non è un tutorial su come hackerare il sito Nvidia: lo script che ho scritto è banale, e il valore non sta lì. Il valore sta nel fatto che ho aspettato sei mesi senza cedere all’idea di pagare 4500 euro a un rivenditore. La pazienza tecnica nel 2026, in un mercato hardware progettato per spingerti a decidere di fretta, è un vantaggio competitivo. Lo dico da founder che gestisce il budget hardware del lab AI e che ha visto colleghi spendere il doppio per la stessa scheda nello stesso mese.
Il listino Nvidia è una finzione di mercato (e va bene così)
La RTX 5090 ha un MSRP ufficiale di 1999 euro su nvidia.com. La realtà è che Nvidia produce una manciata di “Founders Edition” al mese a quel prezzo, le altre 999 schede su mille finiscono ai partner board (Asus, MSI, Gigabyte, PNY) che le vendono ai rivenditori, che le vendono ai clienti finali a 4000-4500 euro. Il listino ufficiale non è un prezzo di mercato: è un’ancora narrativa che Nvidia tiene per dire “il prezzo è quello, se costa di più non è colpa nostra”. Funziona da anni così con tutte le top di gamma, dalla 3090 in poi.
Il punto non è giudicare il modello commerciale (è quello che è, e Nvidia ha le sue ragioni). Il punto è che se vuoi comprare una 5090 al prezzo di listino devi accettare due cose. Primo: la disponibilità è random, finestre di pochi minuti, in orari imprevedibili. Secondo: devi essere preparato tecnicamente a comprare in quei pochi minuti, prima che la finestra si chiuda. Tutto il resto, tra cui lo script che ho scritto, è solo un’implementazione di queste due regole.
Perché mi serviva la 5090 (giustificazione aziendale)
Brevissima nota di contesto, perché altrimenti il post sembra un capriccio. Nel lab di Romiltec faccio R&D su LLM in locale per i tenant di AI Multisite: testiamo modelli open source (GLM, Qwen, GPT OSS, Whisper) per capire quali si possono offrire ai clienti con installazione completamente on-premise, dati che non lasciano mai il loro perimetro. Per fare R&D agentica con Claude Code o equivalenti su modelli open source serve VRAM. Tanta. Un Qwen3 30B MoE con contesto utile pesa circa 26 GB: sotto i 32 GB di VRAM finisce in offload sulla CPU, e quando va in offload una scheda gira al 5% e la CPU al 100%, e quello che dovrebbe richiedere un minuto richiede tre giorni. Non sto esagerando, è la realtà fisica delle architetture LLM su GPU consumer.
La 5080 da 16 GB che avevo già la usavamo per task testuali brevi (GPT OSS 20, Whisper). Per l’agentico vero serviva la 32 GB. La scelta era: 2000 euro sul sito Nvidia, 4500 euro da rivenditore, 4000 euro per un Nvidia DGX Spark (che però è macchina diversa, RAM unificata, bus più lento), 6000-7000 euro per un Mac Studio M5 Pro/Max (anche qui RAM unificata, ottimo ma altro budget). La 5090 a listino era la soluzione ottimale. Ho deciso che valeva la pena aspettare.
Lo script di monitoring (pattern, non chiavi in mano)
Niente API key, nessun reverse engineering del sito Nvidia. Lo script è un poller HTTP gentile che gira ogni 90 secondi, scarica la pagina prodotto della 5090 sul marketplace Nvidia, cerca un selettore CSS specifico che cambia stato quando la scheda passa da Out of Stock a Buy Now. Quando lo trova, manda una notifica push.
Pattern semplificato (non incollare in produzione senza adattare):
#!/usr/bin/env bash
set -euo pipefail
URL="https://marketplace.nvidia.com/<percorso-prodotto>"
UA="Mozilla/5.0 (Macintosh; Intel Mac OS X 10_15_7) ..."
SELECTOR_OK="Buy Now"
SELECTOR_KO="Out of Stock"
NOTIF_TOKEN="<token-push-personale>"
html=$(curl -sf -A "$UA" --max-time 10 "$URL") || exit 0
if echo "$html" | grep -qi "$SELECTOR_OK"; then
if ! echo "$html" | grep -qi "$SELECTOR_KO"; then
curl -sf -X POST "https://api.<servizio-push>/v1/send" \
-d "title=5090 disponibile listino" \
-d "url=$URL" \
-H "Authorization: Bearer $NOTIF_TOKEN"
fi
fi
Lo script gira via cron ogni 90 secondi su un mini PC che resta acceso h24 in laboratorio (consumo: 8-10 W, 2-3 euro al mese di corrente). Volutamente ho scelto 90 secondi e non 10: non voglio essere un bot aggressivo che martella il sito Nvidia, voglio solo essere quello che vede la finestra che si apre. Tre poll al minuto da un singolo IP residenziale italiano sono indistinguibili dal traffico di un utente che ricarica spesso.
In parallelo monitoravo un feed RSS pubblico del subreddit r/nvidia filtrato per la keyword 5090 stock, perché la community di solito segnala i drop entro pochi secondi e arriva una conferma indipendente. Doppia validazione: se entrambi i canali confermano nello stesso minuto, la finestra è reale.
Costo totale dell’infrastruttura di monitoring: zero. Il mini PC lo avevo già, il servizio push usa il free tier, lo script l’ho scritto in mezza giornata. L’unico costo era il tempo di rispondere alla notifica entro un minuto in qualunque momento. Sei mesi a tenere il telefono vicino, abbastanza.
Sei mesi di pazienza, e la finestra giusta
Il 5090 drop a listino su nvidia.com è successo, nei sei mesi di monitoring, quattro volte che ho intercettato. Le prime tre volte ero in posti dove non potevo comprare: una in macchina con i bambini, una in riunione cliente, una in palestra. La quarta volta era sabato mattina, ero davanti al MacBook con il caffè in mano. La finestra è durata, secondo i log della community, circa 4 minuti netti.
In quei 4 minuti ho fatto tre cose: cliccato Buy Now sul sito Nvidia, autenticato la carta aziendale via 3D Secure, confermato l’ordine. Niente carrello salvato in anticipo (Nvidia non lo permette su quel prodotto), niente browser dedicato, niente trucchi. Solo essere già loggato e avere il pagamento pronto.
Il punto operativo: per cogliere una finestra di pochi minuti devi essere tecnicamente preparato prima. Account creato, indirizzo di spedizione confermato, metodo di pagamento associato e validato (la carta deve aver già fatto un pagamento di test su quel merchant, altrimenti la prima transazione su un importo alto può essere rifiutata dalla banca). Se ti manca uno solo di questi pezzi, perdi la finestra.
La FOMO da 4500 euro: perché ho resistito
Nei sei mesi di monitoring ho avuto due o tre momenti in cui ero a un passo dal comprare la 5090 da rivenditore a 4500 euro. Una volta perché un cliente mi aveva chiesto un pilot urgente che richiedeva la VRAM, una volta perché GLM 4.7 era appena uscito e volevo testarlo subito sulla 32 GB, una volta semplicemente per stanchezza di aspettare.
Cosa mi ha trattenuto: un foglio di calcolo banale che mi tenevo aperto in una scheda. Differenza di prezzo: 2500 euro. Costo orario del mio lavoro su R&D AI per Romiltec: variabile, ma diciamo X euro ora. 2500 / X = N ore. N ore moltiplicate per la frequenza con cui davvero avrei usato la 5090 nel pilot urgente o per testare GLM 4.7 = decisamente meno del valore di 2500 euro. La 5080 da 16 GB bastava per il 70% di quello che dovevo fare nei sei mesi. Il 30% restante era posticipabile.
Non è un calcolo da MBA, è un calcolo da artigiano. Quanto vale davvero questa scheda nelle prossime quattro settimane, non in astratto? Se la risposta è “molto, ma non 2500 euro di molto”, aspetto. La FOMO da hardware funziona perché ti convince che il valore di “averla ora” sia infinito. Non lo è quasi mai.
La lezione tecnica generalizzabile
Lo stesso pattern di monitoring + pazienza si applica a quasi tutti gli acquisti tech nel 2026. Esempi concreti che ho fatto o consigliato negli ultimi 18 mesi.
MacBook con M5 Max. Nuovo modello a 4500 euro al lancio, refurb ufficiale Apple a 3000 euro 6-8 mesi dopo, con stessa garanzia. Il 95% dei dev non ha bisogno della macchina nelle prime sei settimane di disponibilità. Aspettare il refurb è 1500 euro risparmiati a parità di prodotto.
Mini PC consumer per home lab. I mini PC con N100/N305 sono crollati di prezzo nell’ultimo anno: 280 euro su AliExpress + 50 euro di RAM. Sei mesi prima costavano 450 euro. Aspettare il drop di listino, oppure Black Friday/Singles Day, fa la differenza fra una macchina di test economica e una macchina di test gratis (recuperata con il risparmio sulle altre).
NVMe consumer. Nove mesi fa ho preso 5 NVMe gen4 a 70 euro l’uno per un NAS in RAID-Z2. Oggi gli stessi sono a 180-200 euro l’uno per via dell’esplosione del costo della VRAM/RAM. Avrei potuto aspettare un altro mese? Forse. Avrei potuto comprarli a 130 euro? Sicuro. Ma in quel caso il monitoring (Camelcamelcamel su Amazon, alert su Keepa) mi aveva detto che il prezzo era a un minimo storico: sotto certi livelli, comprare adesso è la scelta razionale.
Il pattern è sempre lo stesso: definisci la soglia oltre la quale non vuoi pagare, costruisci un sistema di monitoring che ti avvisi quando la soglia è rispettata, e aspetta. Il sistema di monitoring può essere uno script bash, un alert Camelcamelcamel, una mail di notifica del refurb Apple, un feed RSS della community. Il costo di costruirlo è basso, il payoff è alto, e la skill che alleni è il vero ritorno.
Cosa porto a casa
Tre cose, in ordine.
Una. Nel mercato hardware del 2026 l’hype “compra ora o pentiti” è la norma, non l’eccezione. È costruito apposta per sfruttare il bias cognitivo della scarsità. Se riesci a separare la decisione tecnica (“mi serve 32 GB di VRAM per fare R&D agentica”) dalla decisione temporale (“mi serve nei prossimi 4 minuti”), il tuo budget hardware si dilata in modo significativo.
Due. Costruirsi sistemi di monitoring banali (script bash, RSS, alert prezzo) è un investimento che paga su tre cifre di acquisti tech per il resto della carriera. Una volta che hai il pattern, lo riusi: una volta per la 5090, una volta per il MacBook M5 Max, una volta per il prossimo NAS. La skill non è “fare lo script”, è “decidere a quale soglia di prezzo ti interessi e aspettare”.
Tre. La pazienza tecnica come edge competitivo per una software house piccola è reale. In Romiltec abbiamo un budget hardware finito, non sponsorizzato da venture capital. Spendere 2500 euro in meno su una scheda significa avere quei 2500 euro per un altro mini PC, per due NVMe in più nel NAS, per una settimana di compute su Hugging Face. Il composto su 12-18 mesi di acquisti pianificati sotto listino è il motivo per cui il lab AI di Romiltec ha le caratteristiche che ha senza che il founder abbia preso un round di investimento.
Una volta nella vita ho comprato una 5090 a 2000 euro. Cento volte nella vita ho aspettato il prezzo giusto su qualcos’altro. La prima è una storia da raccontare al meetup, la seconda è il metodo che fa girare il laboratorio.
