Un canone di sviluppo software deve coprire la capacità impegnata e i costi necessari a mantenere la collaborazione. Il prezzo mensile dà prevedibilità al cliente quando è chiaro come vengono ordinate le richieste e quale lavoro il team può sostenere.
In Romiltec, il Team IT in abbonamento è un modello centrale. Per ragionare sulla sua sostenibilità separo capacità, costo e prezzo: sono grandezze collegate, ma non intercambiabili.
Partire dalla capacità realmente disponibile
Le giornate di calendario non coincidono con giornate interamente dedicate a nuove funzionalità. Revisione, comunicazione, manutenzione e gestione degli imprevisti fanno parte del servizio.
Un preventivo che considera soltanto il tempo necessario a scrivere codice rischia di lasciare senza copertura attività indispensabili. Anche il contributo del founder deve essere riconosciuto, invece di apparire come una risorsa gratuita e sempre disponibile.
La capacità può essere espressa tramite priorità, limiti al lavoro contemporaneo e modalità di presa in carico. L’importante è che il cliente possa capire come una nuova richiesta entra nel flusso.
Includere i costi coerenti con il servizio
Valuterei lavoro del team, quota dei costi comuni e dipendenze necessarie alla consegna. Infrastruttura dedicata, consumo AI o licenze specifiche possono richiedere una voce separata oppure essere inclusi entro condizioni definite.
La scelta deve essere esplicita. Includere un costo variabile senza conoscerne gli estremi può rendere instabile un prezzo che, sulla carta, sembra prevedibile.
Distinguere margine e ricarico
Consideriamo un esempio illustrativo, non il listino o la contabilità di Romiltec. Se il costo mensile allocato fosse 6.000 euro e il margine desiderato sul prezzo fosse il 25%, il calcolo sarebbe 6.000 / 0,75 = 8.000 euro.
Aggiungere il 25% al costo darebbe invece 7.500 euro: il margine sul prezzo sarebbe il 20%. Sono due operazioni legittime con significati diversi, che non vanno confuse.
Il prezzo finale dipende anche da valore, mercato e condizioni dell’accordo. Il calcolo dei costi serve a conoscere la sostenibilità, non impone automaticamente quanto un cliente debba pagare.
Gestire l’evoluzione delle richieste
Un canone non rende illimitata la produzione del team. Se entra una priorità nuova, bisogna decidere cosa viene prima e quale attività si sposta.
La conversazione riguarda risultato e capacità, oltre all’importo. Ho descritto questi accordi nel pezzo sugli sprint a prezzo fisso.
Rivedere le ipotesi con il lavoro osservato
Dopo un periodo rappresentativo confronterei capacità prevista e lavoro assorbito, distinguendo problemi temporanei e richieste diventate strutturali. L’analisi deve includere assistenza e coordinamento, non soltanto task conclusi.
Se il modello non regge, servono scelte su perimetro, organizzazione o prezzo. Nascondere lo squilibrio chiedendo continuamente più disponibilità al team rimanda il problema e rende meno affidabile la collaborazione.
